Il mondo si divide a metà: quelli che odiano fare le visite guidate nei musei e quelli che le amano.
Casualmente in questi giorni mi sono capitati davanti agli occhi due spunti completamenti diversi, ma entrambi riguardanti questa stessa vecchia disputa.
1. Il libro di Maria Teresa Balboni Brizza, Immaginare il museo, Jaca Book 2007
2. Una ricerca dell’Aprile del 2009 pubblicata su Museum Audience Insight e riguardante i consumi culturali degli abitanti del Connecticut.
Nella parte della ricerca dedicata ai musei si mette in evidenza come l’età sia un elemento determinante nella scelta di seguire o meno una visita guidata. Come si vede dal grafico tratto dal sito, sono soprattutto gli adulti intorno ai 50 anni che fanno questa scelta.

Le visite guidate rispetto all'eta - American Audience Insight (Aprile 2009)
Ciò ha effetto diretto sul tipo di museo in cui questo strumento di comunicazione ha maggiore successo: musei d’arte e di storia, perchè maggiormente frequentati da persone adulte, rispetto a musei di scienze o destinati ai bambini.
Se un museo usa le visite guidate come principale strumento di comunicazione, conclude la ricerca, è probabile che più della metà dei suoi visitatori non sarà soddisfatta.
Le direzioni in cui investire dovrebbero invece essere molteplici e finalizzate all’estensione ‘nello spazio e nel tempo’ dell’esperienza della visita, come si desume dai suggerimenti degli intervistati del Connecticut:
- Experiencing the museum at their own pace
- More hands-on, participatory experiences
- Touching, or otherwise getting closer to, original artifacts
- Consuming food and drink—historically appropriate or not
- Participating in special or social events, either as a guest or a host
- Extending visits to include full days, overnights, or even longer periods of time.
