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Il mio amico e collega Gianluca Torrini è letteralmente stupefatto dalle possibilità dell’HTML5. Sul suo blog segnala un sito-presentazione sulle possibilità di quest’ultima evoluzione d

html5 da http://www.20thingsilearned.com/

Immagine tratta da http://www.20thingsilearned.com/home?ref=Web3mantra#/html5/1

ell’HTML.

Sull’onda della sua ‘euforia’, mi sono messa a ‘spizzicare’ la Rete per capirne un po’ di più. Senza entrare nel merito dei linguaggi di programmazione di cui non capisco un bel niente, ho cercato di immaginare che cosa potesse volesse dire l’HTML5 per chi, come me, si interessa di contenuti.

Vi segnalo un paio di risorse (fra l’altro, bellissime nella typography) http://diveintohtml5.org/http://www.20thingsilearned.com/ che, oltre a quella di Gianluca, mi hanno aiutato a mettere a fuoco questi aspetti.

Dalla loro lettura ho capito che l’HTML5 (che tecnicamente non è una cosa sola, ma una “collection of individual features”) consente la creazione di applicazioni online sempre più interattive, nel senso di capaci di rispondere all’ormai insopprimibile bisogno che ciascuno di noi -più o meno digitalmente alfabetizzato- ha di comunicare in ogni momento, potenzialmente su scala planetaria e con tutti i liguaggi (audio, video, 3d) a sua disposizione.

L’HTML5 rende facile l’integrazione dei video all’interno dei browser (con il tag <video>), estende le capacità di interagire con le web application anche in modalità offline, incorpora le possibilità del ‘drag and drop’ degli oggetti, consente effetti grafici più complessi (sfumature, bordi arrotondati) etc.

Tutto questo, immagino consenta un’agile produzione di contenuti  ‘aumentati’ sia nell’interattività che nell’uso dei multicodici.

C’è tutto il sapore di una NEXT BIG THING: siamo entrati in una seconda era per la produzione di contenuti? Forse gli e-book ‘appenderanno al chiodo’ il loro aspetto di  pdf intelligenti per diventare oggetti realmente interattivi con gli utenti e con la Rete?

Man in a van

Il furgone di Aaron Heideman con i racconti di crisi sulle fiancate

Con la crisi ha perso tutto, gli è rimasto solo un furgone con il quale sta percorrendo l’America per raccogliere le storie degli americani che si trovano in difficoltà economica.

Aaron Heideman, giovane artista americano noto sulla Rete come Man in a Van, ha attraversato finora 20 stati, annotando i racconti di crisi nelle fiancate del suo furgone e in un rotolo di plastica che ha raggiunto 45 metri di lunghezza.

Il suo obiettivo è creare un’opera d’arte itinerante che racconti le conseguenze della crisi economica e testimoni come è stata affrontata nei diversi luoghi del continente americano. Un modo ‘originale’ per tenere viva la memoria.

Tappa finale di questo viaggio è ArtPrize, un concorso per artisti emergenti che ha come premio 250mila dollari. Per Aaron potrebbe essere un bel risultato come artista, ma anche una boccata di ossigeno per le sue finanze.

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