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Il mio amico e collega Gianluca Torrini è letteralmente stupefatto dalle possibilità dell’HTML5. Sul suo blog segnala un sito-presentazione sulle possibilità di quest’ultima evoluzione d

html5 da http://www.20thingsilearned.com/

Immagine tratta da http://www.20thingsilearned.com/home?ref=Web3mantra#/html5/1

ell’HTML.

Sull’onda della sua ‘euforia’, mi sono messa a ‘spizzicare’ la Rete per capirne un po’ di più. Senza entrare nel merito dei linguaggi di programmazione di cui non capisco un bel niente, ho cercato di immaginare che cosa potesse volesse dire l’HTML5 per chi, come me, si interessa di contenuti.

Vi segnalo un paio di risorse (fra l’altro, bellissime nella typography) http://diveintohtml5.org/http://www.20thingsilearned.com/ che, oltre a quella di Gianluca, mi hanno aiutato a mettere a fuoco questi aspetti.

Dalla loro lettura ho capito che l’HTML5 (che tecnicamente non è una cosa sola, ma una “collection of individual features”) consente la creazione di applicazioni online sempre più interattive, nel senso di capaci di rispondere all’ormai insopprimibile bisogno che ciascuno di noi -più o meno digitalmente alfabetizzato- ha di comunicare in ogni momento, potenzialmente su scala planetaria e con tutti i liguaggi (audio, video, 3d) a sua disposizione.

L’HTML5 rende facile l’integrazione dei video all’interno dei browser (con il tag <video>), estende le capacità di interagire con le web application anche in modalità offline, incorpora le possibilità del ‘drag and drop’ degli oggetti, consente effetti grafici più complessi (sfumature, bordi arrotondati) etc.

Tutto questo, immagino consenta un’agile produzione di contenuti  ‘aumentati’ sia nell’interattività che nell’uso dei multicodici.

C’è tutto il sapore di una NEXT BIG THING: siamo entrati in una seconda era per la produzione di contenuti? Forse gli e-book ‘appenderanno al chiodo’ il loro aspetto di  pdf intelligenti per diventare oggetti realmente interattivi con gli utenti e con la Rete?

Ecco alcune esperienze di applicazione della realtà aumentata ai beni culturali rintracciate durante una ‘passeggiata’ domenicale sulla Rete:

  • il mio amico Alberto Mori segnala sul suo blog un’esperienza francese: uno speciale schermo consente di ricostruire l’aspetto dell’abbazia di Cluny prima delle distruzioni cui è andata incontro nel tempo
  • sulla rampa di lancio, anche se ancora non disponibile (ho verificato su iTunes), un’applicazione italianissima (Voyager X-drive) che consentirà di vedere sull’i-Phone l’aspetto dei Fori Imperiali di Roma nel corso dei secoli. Per saperne di più, se conservate ancora Wired di carta del Settembre 2009, potete leggere un breve articolo, oppure sulla Rete l’intervista di un blogger al fondatore di Illusionetwork, la società che sta sviluppando il software e che per questo ha vinto il primo premio dell’Innovation Day dello Smau di Milano;
  • una tesi di laurea in Architettura del 2008 su una modalità ‘aumentata’ di fruizione dell’Ara Pacis, a partire dal catalogo cartaceo (il video è veramente ben fatto, forse i contenuti potevano essere maggiormente approfonditi)
  • dato che nella tesi si usano gli occhiali come schermo interattivo, ecco un video della Nokia segnalato nel blog Augmented world ;
  • altre esperienze di libri interattivi: date un occhio a questo video tailandese
  • un’applicazione di augmented reality del Museo Archeologico dell’Università di Amsterdam
  • un’altra realizzata dal Fraunhofer Institute for Computer Graphics Research (IGD) di Darmstadt, un istituto di ricerca a partecipazione anche universitaria

Anche il mondo dei beni culturali si sta muovendo …

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