Stamattina, durante una lezione all’Università di Firenze, con gli studenti abbiamo parlato di comunicazione generativa (un modello teorico sviluppato all’interno del Communication Strategies Lab in cui lavoro) e della sua applicazione ai beni culturali.
Questo modello parte dal presupposto che la comunicazione è prima di tutto uno strumento di conoscenza e per questo ha bisogno di raccogliere intorno a sé un’ampia partecipazione.
In altre parole, se sto progettando il sito web di un museo, per poter sapere come lo vorrebbe il suo personale, come se lo immaginano le agenzie del turismo, che cosa vorrebbero trovare gli utenti, ho bisogno di creare intorno a tutti quanti loro un ambiente di comunicazione che li faccia parlare, confrontare e in questo modo esprimere la loro conoscenza.
Ma quest’ambiente di comunicazione deve essere governato sulla base di un preciso indirizzo strategico deciso a monte, altrimenti rischia di andare alla deriva, di non raggiungere alcun risultato o, peggio, di disperdere anche quegli spunti apparentemente insignificanti.
Veramente un bell’esempio di tutto ciò, almeno nei presupposti, è l’iniziativa dell’Institute of Museum and Library Services (IMLS) che il 3 Maggio 2010 ha pubblicato una wiki per immaginare il futuro dei musei e delle istituzioni culturali. Un confronto aperto a tutti, addetti ai lavori ma anche curiosi e appassionati. La discussione segue un preciso indirizzo strategico che corrisponde alle dieci tracce proposte di cui sono garanti i discussion leader che seguono il processo passo passo.
Il 12 maggio 2010 l’ambiente si chiuderà e dopo quella data l’IMLS porterà a sistema la conoscenza generata da questo sforzo collettivo, immaginiamo per metterla di nuovo a disposizione di tutti coloro che hanno partecipato alla sua definizione e di chi vuole ancora dire la sua.

