Si chiama KHARMA (KML/HTML Augmented Reality Mobile Architecture) ed è uno standard per l’augmented reality (AR) sviluppato dall’Augmented Environments Lab del Georgia Insitute of Technology.
Tecnicamente unisce il Keyhole Markup Language (KML) usato da Google Earth all’HTML e ad altri protocolli sviluppati dal gruppo di ricerca; praticamente si tratterà di una evoluzione del Web nella direzione di una più ampia fruizione dell’AR. L’obiettivo di Blair Macintyre, direttore del laboratorio di ricerca, è far sì che entro tre anni KHARMA venga integrato all’interno del Webkit, il motore di ricerca open source che è alla base di Safari e di Chrome.
Attualmente non esiste uno standard per la creazione e la fruzione delle applicazioni di AR con gli smarphone; Layar, ad esempio, ha una sua tecnologia proprietaria. KHARMA, invece, una volta stabilizzato, verrà rilasciato open source.
Non mancano naturalmente pareri contrari all’iniziativa [Avideh Zakhor, docente a Berkley, sostiene che i tempi non sono ancora maturi per uno standard poichè la tecnologia AR per il mobile è ancora alle prime battute]; noi siamo convinti che uno standard sia sempre un passo in avanti verso la democratizzazione della tecnologia e l’abbattimento del digital divide
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